Saturday, 13 December 2014

Natale e la carta di credito di vostro marito !!!!!!!! o moglie - per la parità, senza spendere tanto



Cedo alla tentazione di scrivere questo post, perché se si ordina ora, ancora consegnano prima di Natale!!!! Se sei un food blogger queste cose già le sai. Per noi certi attrezzini hanno un'attrazione speciale. Ho visto un po' di cosine interessanti su Amazon, anche da poco prezzo che potrebbero essere dei pensierini per Natale o per la Befana, alcuni deliziosi per preparare decorazioni natalizie insieme ai bambini, cucinando e giocando nei giorni di vacanza.

il primo pensierino è il kit per fare l'albero di Natale. Costa pochissimo ed è davvero carino. Si può realizzare in pan di zenzero ecco vi do la ricetta - o in pasta per biscotti magari ricoperto poi con cioccolato ed un po' di neve (zucchero al velo)



Ovviamente devi avere un account Amazon, quindi aprilo subitostoimmediapresto ed inizia ad inserire nel carrello cliccando sul link che ho preparato, solo in questo modo e senza costi aggiuntivi per te, starai anche supportando questo sito attraverso la pubblicità. Potrai anche comprare in un secondo momento ma gli articoli devono essere già nel carrello.

Come sai meglio di me, il trucco con Amazon è di spendere almeno 19 euro per avere la spedizione gratuita.
Vediamo cosa si potrebbe mettere insieme, ma leggi fino in fondo e metti tutto nel carrello anche in più copie eh eh oppure salta tutti i tagliabiscotti se la tua dolce metà non si è accorta che hai la sua carta di credito o sei un marito o moglie in cerca di idee:




Se hai un bimbo non puoi non comprare il trenino qui su!
Se hai gemelli un maschietto e una femminuccia, devi comprare il kit per il trenino e quello della casetta qui di seguito (che però attenzione ha delle spese di spedizione questo te lo devo dire!) così ognuno è coinvolto nelle decorazioni natalizie :)
e la capanna del Presepe! Non la vuoi comprare la capannina? Pensa a chi lo puoi regalare...



In alternativa o in aggiunta (aggiungi, aggiungi che devi anche fare dei pensierini agli amici) mi piacciono questi due set a soli 4,90 l'uno il secondo ha più tagliabiscotti e immagino siano leggermente più piccoli, visto che la marca è la stessa ed il costo pure. Eh!



Ho visto anche un tagliabiscotti a forma di albero molto bello, vedi che non è il solito che sembra rigido-impalato? Ha i rami più "movimentati" Guardalo:



Ora decidiamo cosa mettere sotto l'albero. Lo so, avevo detto senza spendere tanto, ma  come faccio a non dirvi che il Kindle Paperwhite è scontatissimo a 99 euro fino al 24 dicembre? Per me è il lettore perfetto. Ha la luce incorporata che permette di leggere anche di sera al buio e vi potete portare in vacanza tutti i libri che volete con un peso minimo. Oltre che comprare in rete a minor prezzo gli ebook potete usufruire di seri siti quali Progetto Gutenberg e Liber Liber



Ricordati che se vuoi premiare questo sito per i consigli che ti ho dato, devi avere un account e inserire gli articoli nel carrello cliccando sui banner pubblicitari, puoi comprare in un secondo momento.




Il libro del momento? Stoner.  Io lo sto leggendo e mi piace :)



E poi c'è La scienza della pasticceria uscito da poco, del mitico  Dario Bressanini.







Guardando qui e là, sapete com'è su Amazon, ti continuano a suggerire cose, mi sono imbattuata in questo:

e mi sono detta che agli amanti degli orti e ai loro amici magari frati potrebbe interessare. E oltre ai peperoncini piccanti e dolci ci sono altre proposte   Il Kit Ortaggi per un'Insalata Originale e altri.

Per noi collezionisti, passando da caccavelle a qualcosa in argento ma rimanendo in tema ecco che Trollbeads ci propone chicchi di caffè, tazzine e teglia per torte, ma sono belli anche i bead colorati.



Perché non passare da borse, sciarpe ed altri accessori, gioielli, musica e libri scegliendo tra marche conosciute e trovando magari un'offerta inaspettata, il tutto senza dover fare code o immergersi nel traffico.

E se proprio non sei sicuro di cosa può piacere...beh, ecco i buoni regalo!

Friday, 28 November 2014

Muffins, Minnesota, Blueberries, Fitzgerald and Diamonds



Blueberry muffins



E questo mese l'MTC si fa più duro, i muffins devono essere  "obbligatoriamente ispirati ad un testo letterario: che sia un romanzo, un testo teatrale, una poesia, una preghiera, una favola, una canzone, un libretto d'opera e via dicendo. Sceglietelo voi, spiegateci il perché, raccontatecelo, se vi fa piacere" ci dice la Ale su MTC.

A lanciare la sfida del mese di novembre è Francesca dal Blog Burro e Zucchero con i I Muffins, dolci e salati. Francesca ci da delle ricette, ma ci invita appunto a scegliere o inventare un muffin utilizzando le giuste proporzioni tra ingredienti secchi ed ingredienti liquidi.

Io sono partita da un'idea di muffin della tradizione, di una preparazione casalinga, come di solito facciamo per l'MTC ed i muffin prima di essere smerciati ovunque, anche nelle boutique dei dolci ed in locali monotematici - ho visto menzionata anche la catena Magnolia Bakery, per citarne una (e siccome non ci facciamo mancare niente, posso dire che grazie alla mia amica Anna Rita, che spesso è a New York, anche la mia cucina annovera tra le altre cose una elegante shopping bag di Magnolia eh eh). Ma basta divagazioni.

Un testo letterario sulla tradizione, sulla cucina povera, massaie in remote o meno regioni dell'america che già in tempi non sospetti e con mezzi ed ingredienti che ora riterremmo di fortuna, preparavano dolcetti per la famiglia. E poi mi viene in mente il contrario, appunto, l'eleganza, il lusso, - lusso, diamanti (e i diamanti sono stati ampiamente citati per il lancio del libro sulle insalate Tiffany) ed eccomi, per antitesi, approdare a Scott Fitzgerald ed al suo racconto Il diamante grosso come l’hotel Ritz contenuto nella raccolta Racconti dell'Età del Jazz (Tales of the Jazz Age) scritti di denuncia di in cui lo scrittore deplora "l'amoralità, le ingiustizie e gli eccessi che derivano dalla ricchezza".

Se i nostri blog di cucina possono contenere un messaggio non può che essere che quello di salvaguardare la bellezza fatta di semplicità, di scelta degli ingredienti migliori, soprattutto naturali;  di solidarietà anche per come ci rapportiamo con i nostri amici blogger, ognuno con il proprio esempio, mantenendo contatti, passandoci ricette con generosità, creando sodalizi.




«Sali», disse Percy al suo amico, mentre i loro bauli furono sistemati sul tettino ebano della macchina. «Mi dispiace averti fatto fare questo tragitto in calesse ma, naturalmente, non va bene che la gente sul treno e quei tizi dimenticati da Dio di Fish vedano questa macchina».
«Gesù! Che macchina!». L’esclamazione gli fuoriuscì spontanea dall’animo. John vide che gli interni consistevano in migliaia di sottili e squisite strisce di seta, intessute di pietre preziose e ricami sullo sfondo di una stoffa d’oro. I due sedili, che erano poltrone, dove i due ragazzi erano lussuriosamente adagiati, erano ricoperti da una stoffa che ricordava il velluto, ma sembrava tessuta con gli innumerevoli colori delle piume di struzzo.
«Che macchina!», esclamò John di nuovo, sbalordito.
«Questa cosa?», Percy rise. «Questa è solo un ferro vecchio che usiamo come giardinetta».
Stavano ormai scivolando attraverso l’oscurità verso il varco tra le due montagne.
«Saremo a casa tra un’ora e mezza», disse Percy, guardando l’orologio. «Ti devo anche dire che sarà una cosa che non hai mai visto in vita tua».
Se la macchina era un indizio di quello che John avrebbe visto, era preparato a essere davvero sbalordito. La semplice religiosità prevalente a Hades prevede la forte adorazione e il rispetto dei ricchi come primo comandamento – se John si fosse sentito meno che immensamente felice di fronte alla ricchezza, i suoi genitori si sarebbero ritratti inorriditi di fronte alla sua blasfemia.

«Lo sapevo che non mi avresti creduto. È quella montagna, sai».
«Quale montagna?»
«La montagna sulla quale è costruito il castello. Non è molto grande come montagna. Ma sotto una quindicina di metri di ghiaia e terra è tutta diamante. Un unico diamante, dal volume di un miglio cubico senza un’incrinatura. Mi ascolti? Senti…».
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Dopo una quindicina di giorni, aveva stimato che il diamante nella montagna era, approssimativamente, uguale in quantità ai diamanti esistenti al mondo. Non era possibile valutarlo secondo i canoni tradizionali, però, perché era un unico diamante tutto d’un pezzo, e se fosse stato messo sul mercato non solo l’avrebbe fatto crollare ma, rimanendo valida la consueta legge dell’aumento di valore in progressione aritmetica con il crescere delle dimensioni, non sarebbe esistito in tutto il mondo oro a sufficienza per comprarne la decima parte. E infine cose si poteva fare con un diamante così?
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Era un dilemma stupefacente. Era, in un certo senso, l’uomo più ricco mai vissuto… ma valeva davvero qualcosa? Se il suo segreto fosse trapelato non c’è bisogno di dire quali misure il Governo avrebbe adottato ... Non c’era alternativa: doveva mettere la montagna sul mercato in segreto.


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 Fitz-Norman partì per l’estero con centomila dollari e due bauli pieni di diamanti grezzi di tutte le dimensioni.

Il resto è una sorpresa.  Potete scaricare l'ebook dal Project Gutenberg qui in inglese e qui (a breve) in italiano.





L'antitesi dei diamanti sono nel mio muffin le bacche di mirtillo, ricche di nutrienti che ci fanno bene. Il cibo sano nutre il corpo e l'anima. Il cibo sano, fatto con ingredienti sani. Quindi uova fresche, burro, latte e non olii non commestibili o margarina (ce la spacciavano per naturale negli anni '70).

Cerchiamo quindi ricchezza nelle cose semplici e naturali e condividiamo. Questo il messaggio. A volte la ricchezza, o la forsennata ricerca di questa, ci può rendere schiavi e insensibili. Insensibili e brutali nei confronti del prossimo. Ne sa qualcosa il nostro paese.

Devo anche aggiungere che ieri è stato Thanksgiving negli Stati Uniti e che come è tradizione domenica io andrò dalla mia amica Cindy a festeggiarlo con lei, la sua famiglia e altri cari amici. Cindy è statunitense, nata nel Minnesota, come Scott Fitzgerald. E la ricetta di muffin adottata dallo Stato del Minnesota è proprio quella dei muffin ai mirtilli. La trovate in originale qui  , ma attenzione che nella lista ufficiale degli ingredienti manca lo zucchero!!!!   Aspettate, vi scrivo la ricetta corretta di seguito in italiano ed in inglese.

Mi pare quindi di capire che i mirtilli si trovino bene nel freddo Minnesota e leggendo qui  e qui scoprirete il perché soprattutto se l'inglese è il vostro forte.

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E last but not least, muffins, questi sconosciuti! Li avevo fatti una sola volta e accantonati. Questa volta mi sono venuti meglio, MA!, c'è un ma! Ho capito che i pirottini senza utile sostegno non permettono di ottenere una bella cupoletta. Ho scelto dei pirottini color "violetto-come-le-scritte-del -mio-blog", che ho rubato da una confezione preparata di farina per cupcakes comprata apposta per impossessarmi di loro. Però questi contenitori erano più grandi delle formine della mia teglia per muffin. Per farla breve i muffin  hanno avuto poco sostegno e si sono un po' spampanati, perdendo un po' della loro cupoletta.

Due li ho cotti in coppette di coccio e sono venuti alti e con cupola :)


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Minnesota Blueberry Muffins

Ingredienti:

114 g ( 1/2 tazza) di burro morbido
250 g (1-1/4 tazze) di zucchero
2 uova
250 g (2 tazze) di farina 00
3g (1/2 cucchiaino) di sale
7 g ( 2 cucchiaini ) lievito chimico*
120 ml (1/2 tazzadi latte
2 tazze (bicchieri) di mirtilli
1 cucchiaino di  buccia grattugiata di arancia
3 cucchiaini di zucchero

Preriscaldare il forno a 190°C . Lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema morbida. Aggiungere le uova una alla volta, lavorando bene tra un'aggiunta e l'altra.

Setacciare contemporaneamente farina, sale e lievito per dolci.  Aggiungere gradualmente gli ingredienti in polvere all'impasto altenandoli al latte. Schiacciare con una forchetta (io schiacciapatate a mano di tipo anglosassone) 1/2 tazza di mirtilli e unite al composto. Aggiungere ora i mirtilli rimasti interi e la buccia d'arancia.

Riempire i pirottini per muffins, spolverare con pochissimo zucchero. Cuocere a 190°C per circa 20 o 30 minuti. Far raffreddare per 30 minuti prima di sformare.

* Per tutto quello che c'è da sapere e capire sul lievito chimico, il confronto con il bicarbonato e la storia del lievito chimico in generale vi rimando al post di Dario Bressanini su Le Scienza Blog nella rubrica Scienza in Cucina qui



Minnesota Blueberry Muffins

Ingredients:

1/2 cup butter (softened)
1-1/4 cups sugar
2 eggs
2 cups flour
1/2 tsp. salt
2 tsp. baking powder
1/2 cup milk
2 cups fresh Minnesota blueberries
3 tsp. sugar
1 tsp. freshly grated orange peel

Preheat oven to 375 degrees. Cream butter and 1-1/4 cups sugar until light. Add the eggs one at a time, beating well after each.

Sift together the flour, salt, and baking powder. Add dry mixture to the creamed mixture, alternately with the milk. Crush 1/2 cup blueberries with a fork and mix into batter. Fold in remaining whole berries and add orange peel.

Fill large muffin cups (use paper liners or grease cups). Sprinkle tops with 3 teaspoons of sugar. Bake at 375 degrees for 20 to 30 minutes. Cool for 30 minutes before removing.





Con questo post partecipo alla sfida di novembre 2014 dell'MTC :)






Tuesday, 4 November 2014

La ricetta del Pumpkin Pie per Marilu


PIE ALLA ZUCCA PER THANKSGIVING di Rosy (PUMPKIN PIE)

 Ingredienti
 2 tazze o 16 once fluide di zucca cotta al vapore e frullata,
1 tazza e mezza di panna,
 ¾ di tazza di zucchero di canna,
 un pizzico di sale,
 1 cucchiaino di cannella in polvere,
 ½ cucchiaino di zenzero in polvere,
 un pizzico di noce moscata in polvere,
 un pizzico di chiodi di garofano in polvere,
 2 uova.

 Fare la pasta frolla seguendo la ricetta di seguito riportata e mettere in frigo. Mettere tutti gli ingredienti del ripieno insieme nel mixer e frullare finché non si formi una crema liscia. Portare il forno a 200°C. Stendere la sfoglia e foderare una teglia da pie o crostata da circa 24 - 26 cm. meglio se di metallo. Pizzicare o passare una forchetta sui  bordi per decorarli. Versare il ripieno e cuocere per 45 minuti, poi abbassare il forno a 180- 190°C e cuocere per altri 15 - 20 minuti o finché la crema è cotta e leggermente scurito e la pasta bella dorata. Far freddare. Va servita con panna montata.

PASTA FROLLA

Ingredienti
2 tazze di farina,
125 g. di burro freddo,
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale,
1 rosso d’uovo,
2 cucchiaini di succo di limone,
1-2 cucchiai di acqua fredda.

Unire farina, burro, zucchero e sale e lavorarla con il mixer per mezzo minuto. L’impasto dovrebbe somigliare a briciole di pane. Aggiungere uovo, limone, acqua e lavorare fin quando l’impasto non si stacca dal bordo del contenitore. Trasferire sulla spianatoia e lavorare per poco, quel tanto che serve ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Fare una pagnottina tonda e schiacciata. Conservarla in frigo 30 minuti avvolta in pellicola di plastica.


Monday, 27 October 2014

Tozzetti di mandorle e cioccolato fondente e briciole di Artusi





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Questa ricetta mi è stata passata da un'amica che l'aveva provata. Confesso che è la primissima volta che provo a fare i tozzetti. Banalmente facili da fare, eppure me ne ero tenuta lontana per così tanto tempo. Ho deciso di iniziare con questa ricetta perché adoro questi biscotti nella variante con cioccolato fondente. Al forno del paesino nel viterbese dove andiamo al mare tra quelli semplici e questi al cioccolato, secondo voi quali scelgo? Quando la mia amica Adriana me li ha fatti assaggiare fatti in casa, non stavo più nella pelle, nel sapere di poterli rifare anche io. Eppure sono passati secoli fino ad oggi. E poi c'è da tempo la richiesta della mia amica Marilù che li ha trovati speziati alla cannella, e ne ha comprato un generoso "campione" così che si potessero ben analizzare per rifarli talquali.

Sono andata a leggere un po' qui  e  là su questi biscotti tipici regionali ed in rete ho trovato un lait motif  che ci dice - parafrasando - che tozzetti e cantucci sono parenti ma non sono gemelli, che in Toscana si chiamano cantucci e nel centro Italia tozzetti. Nel centro Italia li fanno con il lievito per dolci mentre in Toscana no.   Una ricetta simile - burro a parte - l'ho trovata sull'Artusi sotto la voce biscotti croccanti in due varianti che qui in calce vi aggiungo. Tanto per dimostrare che nulla si crea e nulla si distrugge. Di certo i tozzetti sono un dolce della tradizione e gira che ti rigira...

Un po' di consigli: per la farina, mi trovo bene ad utilizzare quella già miscelata con il lievito se la trovate a buon prezzo. Senza spendere per farine magiche e carissime, non ci facciamo prendere in giro!

Ho poi letto in rete varie ricette dove si consigliavano accortezze nell'aggiungere il lievito mettendolo di lato sul bordo della fontana. Uno lo scrive e tutti a copiaincollare! Evvai! C'è molta confusione. In questa ricetta c'è lievito chimico, per dolci, mentre il suggerimento di cui sopra serve per  il sale, che non deve entrare in contatto con il lievito di birra, perché ne inibisce la fermentazione. 

Mah! 


TOZZETTI

Ingredienti:

480-500 g circa di farina con lievito oppure farina 00 e 1 bustina di lievito per dolci
280-300 g di zucchero
100 g di burro morbido
3 uova intere
 300 g di mandorle con la pelle e divise a metà ( io 200 g )
100 g di cioccolato fondente tritato grossolanamente


Fare una fontana con la farina già mischiata ben bene al lievito, sulla spianatoia, versare al centro lo zucchero, le uova, il burro ed iniziare ad impastare o a mano oppure con l'impastatrice usando il gancio (io faccio così).
Impastare senza lavorare troppo a lungo. Unire le mandorle ed il cioccolato tagliato preventivamente,  liberato dalle bricioline e polverina utilizzando un passino e messo in frigo al freddo in attesa, così che l'impasto non si scurisca.
Scaldare il forno a 180°C.  Formare dei filoncini  non troppo grandi, disporli distanziati su una placca da forno foderata di carta da forno, cuocerli per una ventina di minuti (non devono essere troppo cotti, altrimenti si tagliano con difficoltà).
A cottura ultimata tagliare i filoncini obliquamente in modo da ottenere dei tozzetti come vedete qui sotto. Spegnere il forno e rimetterli a tostare per 10-15 minuti. Così non vi sbaglierete! Non devono essere troppo duri. Solo leggermente croccanti.


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I Biscotti croccanti I di Pellegrino Artusi
Ricetta n. 568

Farina,  grammi 500 
Zucchero in polvere, grammi 220
Mandorle dolci intere sbucciate frammiste a qualche pinolo, grammi 120
Burro,  30 grammi
Anaci,  un pizzico
Uova n.5
Sale una presa

Lasciate indietro le mandorle e i pinoli per aggiungerli dopo ed intridete il tutto con quattro uova, essendo così sempre in tempo di servirvi del quinto, se occorre per formare una pasta alquanto morbida. Fatene quattro pani della grossezza di un dito e larghi quanto una mano; collocateli in una teglia unta col burro e infarinata, e dorateli sopra. Non cuoceteli tanto per poterli tagliare a fette, il che verrà meglio fatto il giorno appresso, ché la corteccia rammollisce. Rimettete le fette al forno per tostarle.



I Biscotti croccanti II di Pellegrino Artusi
Ricetta n. 569

Farina, grammi 400
Zucchero grammi 200
Burro, grammi 80
Mandorle, grammi 40
Uva sultanina, grammi 30
Pinoli, grammi 20
Cedro o zucca candita grammi 20
Anaci, un pizzico
Spirito di vino, cucchiaiate n.2
Bicarbonato di sodio, un cucchiaino scarso
Uova, uno intero e tre rossi

Questi biscotti sono più fini dei precedenti; e ritengo non lascino nulla a desiderare. Le mandorle sbucciatele, e tanto queste che i pinoli lasciateli interi. Il candito tagliatelo a pezzettini. Fate una buca nel monte della farina e collocateci le uova, lo zucchero, il burro, lo spirito e il bicarbonato. Intridete il composto senza troppo lavorarlo, poi apritelo ed allargatelo per aggiungervi il resto, e tirate un bastone alquanto compresso, lungo un metro, che dividerete in quattro o cinque parti, onde possa entrar nella teglia; doratelo e cuocetelo al forno. Cotto che sia tagliatelo nella forma dei biscotti a fette poco più grosse di un centimetro e tostateli leggermente da ambe le parti.




Thursday, 23 October 2014

Lasagne a strati di verdure estive per MTC ottobre 2014



lasagne blog


Le pensavo da quando è stato dato l'annuncio che Sabrina del blog Les Madeleines di Proust aveva scelto di sfidarci con la preparazione delle lasagne per l'MTC di ottobre 2014. Le mie sarebbero state alle verdure. Una verdura per ogni strato e possibilmente utilizzando verdure di stagione (leggasi estive dato che quest'anno l'autunno ancora deve arrivare) e con abbinamenti idonei.


lasagna lasagne collage ingredienti crudi




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Il progetto finale: decisamente la sfoglia ed anche la besciamella di Sabrina senza cambiare neanche una virgola , perché a me piace provare le ricette che l'MTC mi propone tutti i mesi ed imparare e la sfoglia contiene spinaci (quindi rimane in tema verdure) Per gli strati di farcia partendo dal basso: zucca, porri, zucchine, melanzane grigliate, e aggiunti dopo la cottura sulla superficie dorata i funghi chiodini. Unica cosa che varierei, un paio di pizzichi di sale nella besciamella.


strati di lasagne


Il risultato è stato un insieme gradevole, mi sembra, ben abbinato e delicato, mentre il webmaster ha commentato che non avrebbe messo le zucchine e Sergej  ha detto che andavano bene così. E vi assicuro che quando si tratta di verdure sanno essere critici, se vogliono, i due maschietti di casa.

PS E' giusto aggiungere quanto ho detto ai miei ragazzi a tavola: guardatele bene, che 5 strati di verdure diverse non li vedrete mai più! eheheheh :)


lasagne il pezzo preferito l'angolo



In casa nostra, abbiamo ormai poco tempo per dedicarci a preparazioni laboriose e spesso la domenica in termine di lavori,  la priorità è data al giardino. Poi magari la spesa, la visita alle genitrici anziane :), qualche lavatrice e la domenica e svanita. Ma tutti noi abbiamo ricordi di lasagne fatte in casa, sia io che il maritozzo. Sin da piccola, ricordo mia mamma fare lasagne o anche la parmigiana con tutti i crismi. Gesti tramandati di mamma in figlia. Mia nonna, si dice fosse una cuoca molto brava e raffinata e ha tramandato alle sue figlie queste doti. Mi ricorderò sempre mamma che controllava la sfoglia che non doveva essere mai spessa, la sua besciamella era sempre delicatissima, ed il sugo delizioso. Eppure mamma aveva tanto da fare, a me sembra ne avesse più di me, ma trovava la forza, l'energia, per fare per noi questi buoni piatti. Forse era semplicemente l'amore ad alimentarla. Ricordi di lasagne invernali a Roma, di lasagne mangiate nella casa di campagna, attorniati da parenti o amici che ci raggiungevano di domenica. E poi in Australia. Alle mie feste di adolescente australiana le lasagne non mancavano mai nel menu del buffet e anche se non erano l'unico primo, i miei amici facevano almeno il bis e non il tris. Mamma lo sapeva e per questo ne faceva tante teglie. Tutto rigorosamente fatto in casa.


lasagna foto per blog1



La sfoglia verde.

Ingredienti:

gr. 200 di farina 0 di grano tenero + un po'
gr. 100 di semola di grano duro
gr. 40 di spinaci
3 uova

Mettere sul tagliere le farine a fontana con al centro le uova e gli spinaci precedentemente lavati, cotti al vapore e strizzati bene della loro acqua. Siccome le farine non assorbono mai allo stesso modo i liquidi e in questo caso ci sono anche gli spinaci, tre etti ci vogliono ma ne tengo ancora a portata di mano per aggiungerla all'occorrenza mentre impasto.
Lavorare molto bene ed energicamente l'impasto fino ad amalgamare completamente gli spinaci e fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina.
Farlo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora.
Riprendere l'impasto e stenderlo sottile con il matterello. 
Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello.

Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare intanto che si prepara la besciamella.

La besciamella.

1 l e mezzo di latte intero fresco,
120 g di burro
150 g di farina 0
noce moscata
2 cucchiaini rasi di sale

Il procedimento.

Mettere a bollire il latte tenendone da parte un bicchiere . 
Nel frattempo sciogliere il burro a fuoco lento, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.
Togliere il burro dal fuoco e incorporare a poco a poco la farina mescolando con energia per evitare che si formino grumi.  Aggiungere il latte freddo tenuto da parte  per stemperare il roux prima di aggiungere il latte caldo. Aggiungere il latte bollente un poco per volta.
Rimettere la salsa sul fuoco e continuare a rimescolare fino al bollore.
Aggiungere alla fine una copiosa grattugiata di noce moscata.
Sabrina non mette sale nella besciamella perché verrà insaporita dal parmigiano durante la composizione della lasagna. Io consiglio di aggiungerne due cucchiaini rasi.

Le verdure

5 o 6 zucchine e i loro fiori
uno spicchio di zucca
3 porri grandi
1 melanzana media o 2 più piccole
una confezione di chiodini giovani privati di buona parte del gambo

Tagliare a dadini la zucca e le zucchine, a rondelle i porri  e stufare in padelle separate  con un po' di olio evo e sale. Pulire i chiodini, che vanno prima sbollentati per 10-15 minuti e ben scolati  per essere sicuri che non siano indigesti. Si ricorda che i chiodini si possono mangiare solo cotti vedi qui. Stufare ora anche questi in padella con buon olio evo e sale. Affettare le melanzane, salarle e grigliatele sulla piastra. 


La composizione della lasagna.

Mettere a bollire abbondante acqua salata.
Preparare una ciotola di acqua ghiacciata e uno scolapasta.
Tagliare la sfoglia in grandi rettangoli.
Buttarne un paio per volta  nell'acqua bollente e quando riprende il bollore, scolarli con l'aiuto di una schiumarola,  raffreddarli nell'acqua gelida e metterli a scolare bene stesi nello scolapasta.  (Io li ho adagiati su un panno pulito e poi messi di volta in volta in teglia)
Continuare in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli.
In una teglia da forno versare un mestolo di  besciamella e stenderlo bene fino a coprire il fondo.
Man mano che le lasagne si sono scolate bene dall'acqua stenderle nella teglia a strati, alternandole con uno strato di verdura in quest'ordine: zucca, porri, zucchine, melanzane grigliate,  alternati a strati di besciamella e una buona manciata di parmigiano grattugiato al momento (in tutto circa un etto e mezzo), fino a riempire lo stampo.
Cuocerle in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti. 
Spegnere il forno e lasciarle riposare qualche minuto. Aggiungere sulla superficie dorata i funghi chiodini prima di servirle.

I consigli di Sabrina

La lasagna è un primo piatto che per la sua completezza diventa un piatto unico ed è quel tipico piatto che non ha mezze misure: che sia fatto di carne, pesce o verdure, deve essere succulento.  .
Per succulento intendo gustoso, ricco, ma con estrema attenzione all'equilibrio fra gli ingredienti e l'armonia dei sapori. Non deve esserci un elemento che sovrasta l'altro. 
La lasagna è una sinfonia non una musica da camera o un assolo. Come direbbe il mio conterraneo chef pluri stellato Bruno Barbieri: non deve diventare un mappazzone! :))
Occorre quindi tenere sempre molto umidi gli ingredienti che condiscono la lasagna, non si devono seccare durante la cottura in forno.
Suggerisco di utilizzare sempre prodotti freschi e di prima qualità, prediligendo la stagionalità e quindi il km 0. Per quanto riguarda carne e pesce consiglio prodotti provenienti da allevamenti non intensivi.

E last, but not least, se volete la versione classica ecco la ricetta che Sabrina ci ha dato per il ragù.



Il ragù.

Tritare con la mezzaluna molto finemente la cipolla, il sedano e la carota.
Mettere a soffriggere, senza rosolare, in una pentola di coccio la pancetta macinata con quattro cucchiai di olio extravergine d'oliva.
Aggiungere gli odori tritati e continuare a soffriggere dolcemente fino a quando le verdure non sono appassite.
Unire la carne macinata e mescolare bene con un mestolo facendola rosolare finché non "sfrigola". Bagnare con il vino fino e mescolare fino a che non è completamente evaporato.
Unire la passata e il concentrato, le foglie del basilico, la noce moscata e un pizzico di zucchero per smorzare l'acidità del pomodoro. Salare, portare a bollore e coprire con un coperchio di pirex. Fare cuocere a fuoco lento per due ore. Deve rimanere "lento", sugoso, non deve essere un ragù "concentrato"
Il mio ragù rispetto al classico ragù alla bolognese preparato con il solo macinato di manzo e la pancetta, ha in più la lonza di maiale e il vitello che a mio gusto personale lo rendono più saporito. Il ragù alla bolognese ha il latte e  la panna, utilizzati per togliere l'acidità del pomodoro. A mio avviso appesantiscono molto il ragù e quindi utilizzo il classico pizzico di zucchero per togliere l'acido.

1 piccola cipolla gialla
1 piccola carota
Mezzo gambo di sedano
100 g di pancetta fresca
300 g di lonza di maiale, di manzo, di vitello
400 g di passata + 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 cucchiaio di sale,
mezzo cucchiaino di noce moscata
basilico
2 bicchieri di sangiovese
Olio evo


Questa ricetta partecipa alla sfida dell'MTC di ottobre 2014









Sunday, 28 September 2014

Torta di riso e mandorle










Il riso, che buono! Io adoro i risotti. Vi sembrerà un controsenso, ma è proprio per questo motivo che sono stata felice di scoprire che la sfida di settembre dell'MTC è sul riso e che il risotto è vietatissimo.

Se MTC non è un'occasione per fare qualcosa di diverso, per imparare sempre di più, che divertimento è? Sono sicura che tornerò spesso a rileggere su MTC quanto scritto sul riso anche dopo la fine della sfida. 

Ingrediente scelto da Annalena, che aveva vinto la sfida precedente. Dovete assolutamente leggere il suo post sul blog Aquaviva Scorre. Interessantissimo.

Questa settimana il dolce qui descritto ha dovuto trovare il suo posticino per la preparazione, tra i tozzetti fatti domenica scorsa da mangiare con i colleghi e la torta di zucca di Wooby per la festa di compleanno di mia sorella e della mia pronipotina :) Ce l'ho fatta! fffiu, ma per un pelo.


Questa torta mi è piaciuta perché non è troppo dolce, è delicata e soffice, non è affatto laboriosa e si prepara in poco tempo.

TORTA DI RISO E MANDORLE

Per una torta di 30 cm di diametro

200 g di  riso originario
1 litro di latte meno 2 cucchiai
2 cucchiai di brandy
100 g di zucchero
un pizzico di sale
scorza intera di 1 limone
scorza grattugiata di un limone
100 g di mandorle spellate per la granella di mandorle
50 g di mandorle a scaglie
4 uova (forse anche 3?)
burro per la teglia
pangrattato


Il riso da utilizzare per questa ricetta deve essere idoneo all'uso. Serve un riso che per il suo alto contenuto di amido renda il composto cremoso e ben amalgamato. Io ho usato il riso originario, unico tra quelli adatti che ho trovato 
Riducete in granella con un tritatutto le mandorle intere spellate.
**Preparare il riso come segue:  scottarlo per un minuto in acqua bollente, poi scolato e sciacquarlo sotto acqua fredda.**
In una pentola larga con doppio fondo portare ad ebollizione il latte aggiungere lo zucchero, la scorza di limone tagliata sottilissima, senza alcuna parte bianca, un pizzico di sale e il riso. Cuocere a fuoco moderato per il tempo indicato per il tipo di riso usato o anche un minuto in meno. Il riso non deve scuocere, e si deve considerare che mentre si raffredda continuerà la cottura, quindi, meglio non cuocerlo troppo. Con il  riso originario usato qui 12 minuti sono stati sufficienti.  Controllare di tanto in tanto che il riso non si attacchi. A fine cottura aggiungere i due cucchiai di brandy, versare in un piatto o in un'altra pentola larga, eliminare la scorza intera,  e lasciare raffreddare. Il composto sarà ancora un po' liquido e si rapprenderà raffreddandosi. Mettere ora in una ciotola capiente e mescolando aggiungere la buccia di limone grattugiata, la granella di mandorle, i tuorli e poi gli albumi montati a neve fermissima.
Versare il composto in una tortiera imburrata e spolverizzata di pangrattato. Decorare con le mandorle a scaglie. Infornare  in forno preriscaldate a  180°C abbassare e 160° C e cuocere il dolce per 30-40 minuti. Ogni forno è diverso.

Questa torta si presta ad aggiunta di spezie e/o essenze diverse. Ad esempio, invece di utilizzare il limone, si può sostituire con l'arancio o il mandarino. Togliendo una piccola quantità di latte dalla ricetta originale, come ho fatto io, si può aggiungere un goccio di quantità equivalente di liquore a fine cottura. Brandy, maraschino, rum. Se userete il marsala potrete ottenere un gusto simile a quello dello zabaione. Oppure si possono aggiungere spezie esotiche quali la cannella, i chiodi di garofano, lo zenzero.

Se volete, servite con panna montata.   La ricetta originale suggeriva lo zabaione che io ho deciso di non usare dato che la torta già conteneva parecchie uova. Eventualmente l'idea vi piaccia vi consiglio, casomai il gelato allo zabaione. La ricetta è qui.

Varietà di riso alternative per questo dolce: balilla, elio, raffaello, rubino, selenio.

Dosi della ricetta tratte  da: Busso, Riso creativo nei piatti d'autore, Grebaudo ed integrate.





**Questa ricetta partecipa alla sfida di settembre dell'MTC fuori concorso perché non ho bollito il riso in acqua per un minuto :)








PS Aggiunta del 29.09.2014
Trovo questa ulteriore versione di torta di riso e mandorle http://it.wikipedia.org/wiki/Torta_degli_addobbi

Saturday, 28 June 2014

La piadina romagnola e l'Ombellico di Venere giugno 2014 all'MTC


rose di prosciutto crudo, squaquerone cetrioli e rughetta
proposta n. due


E nel mese di giugno la piadina romagnola  di Tiziana, dal blog  L'Ombelico di Venere è la ricetta da fare.

Divertente al massimo questa sfida targata MTC   Ho tre proposte per voi.


Per la farcitura tra le versioni ammesse ho scelto quella salata come piatto unico. Quanto i condimenti e più specificamente al "requisito del  FATTO IN CASA, laddove è possibile: "per "laddove è possibile" si intende che la senape fatta in casa non ve la chiederemo mai, ma la maionese sì. E lo stesso vale per le marmellate, le confetture e -odiateci pure- anche la Nutella"


il mio orticello in giardino

Beh, sì, Alessandra ti ODIO  ;)) , visto che noi a giugno festeggiamo compleanni come se piovesse ed i festeggiamenti si protraggono quindi per giorni, peggio che se si sposasse la figlia di un  re e a destra e sinistra di questi sul calendario abbiamo aggiunto matrimonio di amici e altri compleanni, ho scelto le verdure dell'orto di CASA e per la precisione lattughe, pomodorini, cetrioli, e pomodori secchi - che quelli li avevo fatti in inverno. Eccovi la ricetta.


POMODORI SECCHI SOTT'OLIO

COMPRATE i pomodori secchi salati, preparate al 50% aceto bianco e vino bianco, versate in pentola larga e tuffateci i pomodori. Lasciateli pochi minuti 2 o 3, scolateli bene e metteteli su dei panni i sulla carta assorbente ad asciugare, prima da un lato e poi dall'altro. Metteteli nei vasetti e coprite con olio extravergine d'oliva. Io ho usato un monocultivar varietà Canino, prodotto nel viterbese.

Ho portato in tavola oggi tre piadine. Le altre tre sono ancora in divenire, in forma cruda in frigo e saranno consumate domani. Ogni membro della famiglia ha condito a piacere ed ecco il risultato:





Proposta n. 1

Marco: formaggio primo sale, aringa affumicata, rughetta e pomodori secchi della casa.



Proposta n. 2

Sergej: squacquerone, prosciutto crudo, cetriolo del nostro orto e rughetta

Mi fa notare mia cugina Rossana che qui abbiamo anche i colori della bandiera nazionale.



Proposta n. 3

Rosy: lattuga, rughetta, pomodori secchi, squacquerone, olive verdi e nere a fettine, filetti di  giallo e rosso.



La piada è è piaciuta moltissimo a tutti. Ma proprio tanto. Fragrante, croccante e leggera, se non fosse stato per il matrimonio di questa sera ne avrei mangiate due. Fare l'impasto è stato un piacere. Stendere e formare le piadine altrettanto. 

Un po' di condimenti condimenti




La ricetta per la piadina di Tiziana eccola:


PIADINA ROMAGNOLA
per 6 piadine

500 g di farina 00*
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate**
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio

*Generalmente uso la classica blu gran mugnaio della molino spadoni, giusto perché tutto sia romagnolo, pure la farina, o almeno il molino!!

**ho usato anche quello normale per dolci e viene bene comunque.


Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.


L'impasto può essere preparato con l'impastatrice, viene benissimo, basterà mettere tutti gli ingredienti assieme  e lavorarli con il gancio impastatore per 7/8 minuti fin quando il composto risulterà omogeneo.







Wednesday, 28 May 2014

Il babà all'mtc






Ed eccomi come al solito qui all'ultimo minuto, prima di postare la ricetta del mese per MTC
Questo maggio la nostra padrona di casa è stata Antonietta de La trappola Golosa che ci ha offerto la sua ricetta per il babà. Eccola. 

Ero partita col dire: non ho cambiato assolutamente nulla a parte le fragole al posto delle amarene. 

Beh, in effetti due o tre cose le ho cambiate, a pensarci bene. Ho usato la mia ricetta preferita per la crema pasticcera e ho usato il lievito secco quindi ho dovuto convertire il peso di quello fresco. Ah e poi vi svelo un segreto per far crescere il vostro impasto anche  se la stanza è fredda. Niente forno con lucetta accesa, il mio non scalderebbe proprio niente. Invece mettete la vostra ciotola ben chiusa con pellicola di plastica sotto una coperta ben rimboccata e date una scaldata a questo ambiente con l'asciugacapelli eh eh funziona benissimo!

Il dolce è piaciuto tantissimo, merito della ricetta che è perfetta. Avevo già fatto varie volte il babà ma questo è sicuramente il più leggero che abbia fatto. Un grazie di cuore, quindi va Antonietta per la ricetta che ci ha donato. Grazie davvero. E come sempre un saluto ad Ale, Dani e Giorgia.



Nel togliere il dolce dal forno la prima cosa che ho detto è stato quanto è leggero!


IL BABA'

Ingredienti
300 g di farina bio tipo 0 Manitoba
3 uova cat a grandi
100 g di burro
100 g di latte
25 g di zucchero
10 g di lievito di birra
½ cucchiaino di sale fino

Lievitino
Sciogliere il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito.
Primo impasto

Versare in una ciotola il resto della farina (230 g), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio.

Secondo impasto

In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto  una cucchiaiata alla volta facendo  assorbire bene  prima di aggiungere  la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.
Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.

Per poterlo sistemare agevolmente nello stampo preventivamente imburrato, staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline.
Una volta completato il giro, con l’indice  sigillare gli spazi tra una pallina e l’altra, coprire con un telo umido e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore, fino a triplicare di volume.
Accendere il forno  a 220°, raggiunta la temperatura infornare, abbassare a 200° e cuocere per 25 minuti.
Dopo circa 10 minuti di cottura coprire con un foglio di alluminio, per evitare che la superficie scurisca.
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 15 minuti e capovolgere il babà possibilmente in una ciotola larga e bassa.

Versione con il Lievito madre e lievito di birra

Ingredienti
280 g di farina bio tipo 0 Manitoba
3 uova  cat a grandi
100g di burro
90 g di latte
25 g di zucchero
50 g di lievito madre rinfrescato
10 g di lievito di birra
½ cucchiaino di sale
Primo impasto
Versare in una ciotola 120 g di farina, fare la fontana, aggiungere 1 uovo, il lievito madre, lo zucchero e 30 g di latte tiepido. Impastare, coprire con un telo umido e attendere il raddoppio.
Secondo impasto
Versare in un'altra ciotola la restante farina (160 g), aggiungere il primo impasto e 1 uovo, sciogliere bene e amalgamare, poi incorporare il secondo uovo, Impastare  energicamente per 10 minuti, battendo contro i bordi della ciotola e aggiungendo man mano del latte a cucchiaiate. Sciogliere il burro a bagnomaria o in un microonde e versarlo a filo sull’impasto, incorporandolo lentamente. Per ultimo, in una tazzina “impastare” il lievito di birra con il sale finché diventa una cremina  liquefatta e aggiungere anche questa alla massa. Una volta incorporati tutti gli ingredienti, ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e lavorare come descritto nel precedente procedimento.
Ricavarne 11 palline e sistemarle negli stampini monoporzione precedentemente imburrati. Ogni pallina deve arrivare a metà altezza dello stampino. Sistemarli in una teglia e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa fino a quando triplicano di volume, fuoriuscendo dal bordo superiore formando una calottina di circa 2 cm.

Preriscaldare il forno a 200°, infornare, abbassare a 180° e cuocere per 20 minuti. A metà cottura coprire con un foglio di alluminio.
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 10 minuti, staccarli delicatamente dagli stampini (basta reggere lo stampino con una mano e con l’altra tirare e contemporaneamente roteare leggermente la calottina) e adagiarli in una ciotola larga.

Per la bagna
1 lt di acqua
400 g di zucchero
1 limone
Versare l’acqua in una pentola, aggiungere lo zucchero e la scorza di limone, evitando accuratamente la parte bianca e lasciar sobbollire per 10 minuti.
Spegnere, lasciar intiepidire, passarlo attraverso un colino a maglie strette e versare sul babà ancora tiepido. Ogni 15/20 minuti, aiutandosi con un mestolino, raccogliere lo sciroppo sul fondo del babà e irrorarlo di nuovo. Continuare così finché non si presenta ben inzuppato e tratterrà lo sciroppo più a lungo, cedendolo sempre più lentamente. Adagiarlo su un piatto da portata, facendolo scivolare con molta attenzione.
Per i babà monoporzione il bagno sarà simile; dopo aver  versato lo sciroppo sopra, rigirarli dentro di esso ogni 10/15 minuti e comunque finché al tatto non abbiano la consistenza di una spugna inzuppata. Scolarli dallo sciroppo e adagiarli su un piatto da portata.

Crema pasticcera al limone

250 ml di latte
2 tuorli
2 cucchiai colmi di zucchero
2 cucchiai rasi di farina
1 limone
30 g di burro
Scaldare il latte e spegnere quando accenna a bollire.
Mettere a scaldare la pentola con l’acqua che servirà da bagnomaria per cuocere la crema.
Nella pentola dove invece cuoceremo la crema mettere i tuorli, lo zucchero e la farina setacciata; con una frusta amalgamarli energicamente e incorporare il latte versato a filo, continuando a mescolare. Passare nel bagnomaria a fuoco dolcissimo.
Tagliare il limone a tre quarti, infilzarlo su un forchettone e con questo girare la crema mentre cuoce.
Girare sempre nello stesso verso, senza mai fermarsi per almeno 15 minuti e comunque fino a quando non avrà raggiunto la densità desiderata. Spegnere, aggiungere il burro e incorporarlo con la frusta. Lasciar raffreddare girando di tanto in tanto. Sistemare la crema in un sac a poche e tenerla in frigo fino al momento dell’utilizzo.

Completiamo il babà
250 ml di rhum
100 g di amarene sciroppate
3 cucchiai di gelatina di albicocche
Scolare dal piatto lo sciroppo che sarà colato dal babà. Irrorarlo con il rhum a proprio piacimento, spennellarlo con la gelatina di albicocche precedentemente sciolta a fuoco lentissimo, decorare con ciuffi di crema pasticcera e completare con le amarene sciroppate.

Per ottenere un buon lievitato la qualità degli ingredienti utilizzati deve essere la migliore. Io ho usato uova freschissime, burro danese, zucchero finissimo (no a velo) e farina bio. Non faccio pubblicità di nessun tipo, ma riguardo la farina ci tengo a precisare che ho utilizzato la Manitoba 0 della Ecor. Per chi non la trovasse può guardare la tabella e scegliere una farina che abbia il 14/15% di proteine (la mia 14.4).
Consiglio riguardo i limoni reperirli freschi, appena raccolti, perché ricchi di oli aromatici che passeranno nella crema e nello sciroppo.
E per ottenere un ottimo babà spugnoso la fase essenziale è l’impasto: deve essere energico e lungo come ho precisato nella prima versione, senza desistere, fermarsi solo quando questo si stacca dalle mani, lasciandole pulite, quando accenna a fare le prime bolle, quando è sostenuto e tondo come una palla.
Il piano da lavoro dove impastare non deve essere di legno ma di marmo o altra pietra naturale, meglio ancora materiali plastici duri.

Forse qualcuno si chiederà ora perché abbia usato nella seconda versione del lievito di birra insieme al sale. Tutti sanno che questo non si fa, il lievito non va mai mischiato al sale perché questo blocca la fermentazione e nella fattispecie ammazza i saccaromiceti.
Però questa piccola stranezza nasce da un errore. Tempo fa leggevo che il sale inattiva il lievito di birra, non gli permette di avviare una fermentazione, però in un impasto con Lievito Madre, questa pappetta, definita scientificamente glutatione, permette di inglobare anidride carbonica sviluppando gli alveoli visto che questi sono sempre così difficili da ottenere in un lievitato con pasta madre.
Ma dov’è il mio errore? Il glutatione si sviluppa dopo mezz’ora di riposo di sale e lievito ed io questo passaggio l’avevo saltato, l'aggiungevo subito. Però visto che procedendo così comunque ho sempre ottenuto dei buoni risultati, preferisco continuare.




Tuesday, 27 May 2014

Crema pasticcera a confronto






CREMA PASTICCERA del Talismano

90 g. di zucchero in polvere,
3 tuorli d'uovo,
75 g. di farina,
buccia di limone o vaniglia,
1/2 litro di latte,
una noce di burro (facoltativo)



CREMA PASTICCERA Rosy

80 g. di zucchero in polvere,
2 tuorli d'uovo,
45 g. di amido di mais,
buccia di limone o vaniglia,
1/2 litro di latte,
una noce di burro (facoltativo)




Monday, 28 April 2014

Fritto misto di animelle e carciofi per MTC di aprile 2014





Alla ricerca della tradizione perduta

A Roma, il quinto quarto fa parte della cucina nostrana e non può che essere così in una città che ha ospitato nel quartiere di  Testaccio il mattatoio fino a quello che sembra essere pochi anni fa, ma il tempo vola. La cucina povera, quindi si basava proprio nel riuscire a elaborare piatti saporiti con poco, ovvero con quelle parti che venivano considerate meno pregiate. E nel quartiere di Testaccio vi erano varie trattorie dove si poteva mangiare a poco prezzo, ed i piatti erano proprio la pajata con i rigatoni, la coda alla vaccinara, l'arzilla con i broccoli, tonnarelli cacio e pepe, gli involtini al sugo, la trippa in umido, appunto, alla romana, i fagioli con le cotiche e questo solo per nominare i più famosi.


di Qinyu Lu

Ora il mattatoio di Testaccio è solo un ricordo, restaurato, l'edificio ospita eventi culturali, è sede universitaria per RomaTRE e della Scuola Popolare di Musica di Testaccio.

di designwallah

 di Jeremy Cherfas

Però prima che anche la cucina romana sia diventata un ricordo anch'essa, dalla fine del XX secolo in poi sono nati tanti blog di cucina in Italia ed il pregio di questo fenomeno è proprio quello di mantenere vive le tradizioni tramite la nuova comunicazione, quella elettronica.

E se fino a poche ore fa io non avevo ancora mai assaggiato le animelle, e neppure sapevo come cucinarle, eh eh ora ho colmato questa lacuna. Perché di lacuna certamente si tratta. Negli anni '70 durante la mia adolescenza mia madre non si sarebbe mai sognata di "rifilarmi" un piatto del genere, anche se so che da piccola mi dava da mangiare il cervello...forse per farmi diventare intelligente come un bovino, chi sa? Ora invece grazie all'iniziativa contagiosissima di Ale e Dani leggasi MTC questo mese, io ed il semprepiùorsowebmaster - ci siamo accaparrati in zona Cesarini - ci - mancherebbe altro - la tradicion est tradicion - ben tre items rientranti nel genere del quinto quarto ovvero animelle (quinto quarto nobile mi dicono), una INTERA lingua e una coda AH! E le abbiamo pure dovute ordinare, "mind you", che mica si trovano fresche e "prêt-à-porter" .
Non riusciremo a fare che le animelle stasera, ovviamente, e rimarrò con il rimpianto di non aver fatto tutto per tempo. Ma quando non c'è l'ispiracion, c'aggiafà? Mi viene solo all'ultimo. Eh sì che di idee ne avevo in testa ma solo ora mi rendo conto di quanto avrei potuto ricercare e scrivere. Dall'architettura industriale alla cucina, passando per ricette e ricettari (il Carnacina celo) e poi er sor Sallustri 'ndo lo metti?

Per chi ha fretta e non vuole aprire tutti i link dirò che le animelle sono soltanto le ghiandole del timo degli animali giovani  se invece le volete vedere in foto nude allora cliccate QUI è gratis.

Per un filmetto c'è invece questo sito


Un ringraziamento speciale a Cristiana di Beuf à la mode che questo mese ha ospitato l'MTC con la ricetta Vellutata di fave con orecchie di maiale fritte che vi sfido di provare ahahah se trovate le orecchie!!!!!    ;)



FRITTO MISTO DI CARNE OVVERO ANIMELLE E CARCIOFI

500 - 600 g di animelle di vitello
3 o 4 carciofi
3 uova o 4 uova
olio evo
farina 00
sale

Lasciare a bagno le animelle per lavarle dal sangue ed intanto pulire e preparare i carciofi, che poi vanno fritti per primi in modo che la carne, fritta per ultima sia portata in tavola calda.
Infarinare, passare nell'uovo e friggere quindi i carciofi puliti, divisi in otto parti l'uno salarli e  tenerli in caldo.

Riprendere le animelle, scolarle bene e togliere eventuali pellicine. Molti libri di ricette consigliano di cuocerle in acqua portata al bollore e poi spenta (sbiancatura), ma non è stato necessario. Infarinare, passare nell'uovo e friggere anche queste. Sistemare i carciofi insieme alle animelle in modo che approfittino un po' del calore di queste ultime e portare in tavola.


Beh a domani per le altre leccornie. Lingua e coda :D Yum! Grazie, Cristiana! Scherzo. Alle animelle sono sopravvissuta egregiamente, sapete, il fritto... ed una buona birra per accompagnarlo! fanno la loro ..... figura direbbe la Van Pelt

Notte, raga scusate è stata la birra. Sèèèèèèèèèèèè


Friday, 28 March 2014

Soufflé con Pecorino di fossa e crema di patate e ceci profumata al rosmarino








Il secondo soufflé che propongo per l'MTC per la sfida di Marzo 2014. La sfida l'ha lanciata Fabiana del blog Tagli e Intagli in qualità di vincitrice del mese di febbraio.

Come ho già detto qui,  questa ricetta non è la mia prima scelta, mi mancava un ingrediente fondamentale che nel primo post non vi ho detto. E che ora vi dirò... il topinambur. Avrei voluto fare o il soufflé o la salsa al topinambur.

Altre idee che avevo avuto: soufflé con patate viola e formaggio. Ma prima o poi li proverò!

Il secondo formaggio scelto per il soufflé è stato il pecorino di fossa che, su richiesta del maritozzo, è stato abbinato con una crema di ceci. Patate e ceci, per essere più precisi, alla quale ho voluto dare un sapore nettamente mediterraneo usando olio della Sabina, aglio, rosmarino e pepe nero. Anche in questo caso, per evitare di usare la gelatina e dare alla crema un gusto meno netto di ceci,  ho deciso di utilizzare le patate - proprio perché tradizionalmente anche con  questo formaggio, come con il Castelmagno, si condiscono preparazioni che usano le patate, soprattutto gli gnocchi. Ma anche perché le patate arrosto "chiamano" il rosmarino e l'aglio in molte regioni. Infatti dovete assicurarvi che questi profumi siano bel percepibili ma non sovrastino il gusto del  soufflé.



Il  formaggio di fossa è un formaggio tipico italiano della zona che va dalla provincia di Ascoli Piceno fino a Bologna, sfidando quindi i confini regionali tra Marche ed Emilia. Segue geograficamente la morfologia del terreno. Le fosse sono scavate in questa zona che ha un microclima speciale. Storicamente questa usanza prese piede sia per conservare il formaggio durante la stagionatura che per nasconderlo e proteggerlo dalle razzie.

Prodotto con latte misto di pecora e vaccino, oppure con solo latte di pecora (pecorino), questo formaggio prende il nome dalle fosse in tufo dove viene messo a stagionare per circa tre mesi. Ha una pasta friabile, di colore chiaro e acquisisce con la stagionatura un colore più marcato e sentori di sottobosco quali legno, muschio e tartufo.

Disciplinare del Formaggio di fossa.


Con la seconda metà della dose della ricetta data da Fabiana ho preparato il soufflé al pecorino di fossa.

Anche qui ho utilizzato le spiegazioni di Fabiana modificando solo le parti che andavano adattate ai miei cambiamenti.


SOUFFLÉ CON PECORINO DI FOSSA E CREMA DI PATATE E CECI PROFUMATA AL ROSMARINO

Abbinamento:
si consiglia l'abbinamento con vini bianchi frizzanti: Prosecco di Cartizze.

Per 6  monoporzioni servono:

per il soufflé:
300 ml di panna fresca
3 cucchiai da minestra di amido di mais
30 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi
6 uova medie
220 g di pecorino di fossa tagliato a pezzetti piccoli (o altro formaggio)
parmigiano a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi, circa 3 cucchiai;

per la crema di ceci, aglio e rosmarino:
1 carota
1 gambo di porro
2 patate medie bollite in acqua salata
150 g di ceci già bolliti
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaino di burro
6 cucchiaio di olio evo
3 spicchi d'aglio
1 bel rametto di rosmarino fresco
pepe nero qb;

per guarnire:
ceci
fettine di patata  non sbucciata
buccia di limone non trattato
rondelle di porro cotte (prese dal brodo vegetale).


Cominciamo preparando la crema, volendo si può provvedere anche il giorno prima.

Per il brodo di verdure:
- Coprire  a filo le verdure con acqua fredda e portare lentamente ad ebollizione.
E' decisamente opportuno tagliare le verdure in modo che coprano più superficie possibile, cuoceranno più velocemente e non perderanno né colore né sapore.
- Lasciar andare circa 15 minuti, spegnere.
- Scolare schiacciando molto bene le verdure per ricavare il massimo della polpa.
- Filtrare nuovamente.
- Versare l'olio in una padella, aggiungere l'aglio privato del germoglio - punzecchiato per farne uscire il sapore - e il pepe nero. Scaldare leggermente l'olio e spegnere; aggiungere il rosmarino e lasciare in infusione. L'olio deve acquisire bene il profumo di aglio e rosmarino "a crudo". Se già avete un olio aromatizzato fatto in casa con questi due ingredienti potete usare quello.
Intanto frullare i ceci con un po' di brodo in  modo da ottenere una crema liscia. Aggiungere le patate ben schiacciate, aggiustare la consistenza con il brodo se necessario. Se il composto è troppo liquido far asciugare un attimo in padella. Aggiungere con delicatezza l'olio ben aromatizzato e aggiustare eventualmente di sale e pepe. Mi raccomando, patate e olio devono essere incorporati a mano altrimenti la consistenza e la colorazione della crema ne soffriranno. L'olio frullato tende a dare opacità alla crema, mentre le patate frullate la renderebbero collosa.

Preparare le guarnizioni come si vede nella foto usando una fettina di patata, dei ceci, aglio, un po' di porro preso dal brodo e  la crema modellata tra due cucchiai.

Per il soufflé ci dice Fabiana:

La ricetta che ho scelto è una di quelle che propongo più spesso e porta la firma dello chef stellato (beato lui) Cyril Lignac, uno che giusto per dire ha lavorato con Pierre Hermé e Alain Ducasse, prima di aprire i suoi ristoranti ed  essere eletto miglior chef di Francia.
Quanto a soufflé... e non solo, è decisamente imbattibile, vi consiglio caldamente di fidarvi!!!

- Innanzi tutto scaldare il forno a 200° C.
- Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi o lo stampo che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi....questo è assolutamente fondamentale!
- Con lo stesso criterio spargere il formaggio grattugiato negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita.
- Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!!
- Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente
- Mescolare  l'amido di mais con poca panna fresca fuori fuoco.
- Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna mais mescolando sempre.
- Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa.
- Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare.
- Rompere le uova  tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani.
- Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo.
- Sbriciolare il pecorino di fossa ( o altro formaggio prescelto), unire alla massa e mescolare.
- Salare, pepare, qb e mescolare bene.
- L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi. Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato :((  Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni:))))  Sconsiglio invece la famosa presa di sale, in realtà - a meno che non si monti a mano (faticando come bestie) - non ha una reale utilità, anzi, il cloruro di sodio ha proprietà igroscopiche, quindi alla lunga sottrae acqua e destabilizza la struttura.
- Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant;))))
- La massa deve risultare ben omogenea.
- Versare negli stampi (o nello stampo) arrivando solo ai 2/3 della loro altezza.
- Lisciare delicatamente la superficie con la spatola.

Intermezzo

- C'è chi sostiene che sia opportuno passare la lama di un coltello tutt'intorno agli stampi per fare in modo che il soufflé cresca dritto.
- C'è addirittura chi sostiene d'aprire il forno dopo 3/4 minuti per eseguire questa operazione in rapidità.
- E c'è pure chi suggerisce una cottura bagno maria al forno passando dai 200° iniziali ai 180° dopo 10 minuti.

Ma noi seguiamo la scuola classica e quindi proseguiamo decidendo di:

- Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli oppure 25/30 minuti in caso di stampo unico.
- In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie.
L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido  e soffice come una nuvola.
- Per accentuare la colorazione si può cospargere la superficie con un cucchiaino di formaggio grattugiato prima di infornare.
- A voi la scelta se mantenere il soufflé nel suo contenitore od estrarlo, questo non creerà difficoltà alcuna.
- Potete anche tenerlo un paio di minuti a forno spento, lo sbalzo termico sarà inferiore ed è possibile che con una "gran botta di culo" facciate in tempo a sorprendere i vostri ospiti ed a sorprendere voi stessi della magia del soffiaggio.... tempo di accorgersene e sarà già passata;))


Per la cottura si possono utilizzare tutti i tipi di contenitori, purché ovviamente resistenti al calore, tazzine, cocottes, bicchierini, vasetti.

Potete anche scegliere di essere creativi ed utilizzare contenitori naturali, mele, pere, peperoni, patate.....fate vobis!!